Autodifesa femminile e psicologia

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Autodifesa femminile e psicologia

Autodifesa femminile e psicologia

Apprendere tecniche di Autodifesa significa acquisire anche quella sicurezza in sé stessi necessaria a gestire la paura e a canalizzarla in autodifesa. Nell’autodifesa femminile, questo implica porre in discussione stereotipi di genere che ancora inibiscono le donne nell’espressione dell’aggressività e di un comportamento assertivo.

 

I corsi di autodifesa, specie quelli di autodifesa femminile, vengono spesso fraintesi… Non di rado ci si approccia a questi insegnamenti con l’illusione di ottenere l’“arma vincente” per mettere al tappeto qualsiasi aggressore. Altre volte si fantastica di poter andare in giro di notte senza paura sprezzanti del pericolo! Non è così e spesso ci se ne accorge proprio imparando le tecniche di autodifesa: ci vuole del tempo per acquisirle come modalità di risposta “spontanea”. E, oltretutto, può non essere affatto scontato saperle usare in un contesto “reale”, fuori dall’allenamento. Qual è il problema? In due parole potremmo rispondere: la paura e l’aggressività! Eh già perché non c’è l’una senza l’altra. Occorre riconoscere, e non negare, la propria paura  e imparare a gestirla per canalizzarla in una risposta appropriata. La rabbia e l’aggressività sono reazioni “attive” che sostengano il corpo e mente nell’autodifesa.

 

Trasformare la paura in autodifesa

La paura è un’emozione primaria, potenzialmente adattiva per la sopravvivenza. Il sistema della paura fa in modo che, in caso di pericolo, corpo e mente concentrino l’attenzione all’ambiente circostante per preparare una reazione di attacco o fuga. Possiamo paralizzarci davanti al pericolo, essere incapaci di reagire, oppure negarlo, minimizzarlo.. Entrambe queste reazioni, l’immobilismo o la negazione, risultano rischiose a lungo andare perché ci privano della capacità di valutare correttamente la situazione e di reagire ad essa.  Quando invece la paura è convogliata verso reazioni attive di rabbia e frustrazione,  queste ci consentono di attingere ad un motore energetico adeguato ad esprimere aggressività per l’autodifesa.

 

Autodifesa e stereotipi di genere

Può non essere affatto semplice esprimere rabbia e aggressività, specie per le donne. Spesso, quando si prova a mettere in pratica le tecniche di autodifesa durante l’allenamento, ci si scopre molto restie ad assestare un colpo realmente efficace. Si è poco abituate ad utilizzare l’aggressività come motore energetico per il comportamento. Le motivazioni possono risiedere non solo sul piano personale, ma anche su quello culturale. La donna è infatti associata ancora oggi a stereotipi culturali che la relegano a ruoli accuditivi di moglie e madre, o ruoli oggettivizzati e sessualizzati (basti pensare a certe campagne pubblicitarie). Raramente la donna è rappresentata come soggetto attivo, in grado di esprimerne iniziativa e potere su sé stessa. Questi stereotipi inibiscono l’espressione dell’aggressività e della rabbia nel sesso femminile, sebbene le esse siano stereotiplamente incoraggiate nel sesso maschile. Ne risulta una donna potenzialmente vulnerabile proprio perché carente di quella consapevolezza di sé stessa, di quella forza assertiva che è necessaria a tutelarsi, magari già per prevenire potenziali aggressioni.

 

Autodifesa e dissuasione preventiva

Un corso di autodifesa femminile è utile soprattutto perché permette di acquisire maggiore fiducia in sé stesse, maggiore capacità di valutare la situazione e prevenire potenziali aggressioni. L’obiettivo, paradossalmente, è quello di imparare le tecniche di autodifesa augurandosi di non doverle mai utilizzare “sul campo”. La coscienza di ciò che è veramente nella sfera delle nostre possibilità e di quello che non lo è in un dato momento, ci permette di fare letture corrette della situazione di pericolo, senza sopravvalutare le nostre abilità, ma anche senza assumere automaticamente un atteggiamento passivo e rinunciatario.

L’aggressore, infatti, non sceglie a caso la sua vittima, si orienta verso chi percepisce inerme e facile da cogliere di sorpresa, diversamente devierà molto probabilmente dal suo percorso. L’obiettivo principale dell’autodifesa, non è la neutralizzazione fisica dell’aggressore ma la dissuasione preventiva

 

Immagine | wikipedia.org

By | 2017-02-14T12:28:03+00:00 febbraio 14th, 2017|Autodifesa, Autodifesa femminile, Difesa personale, psicologia|0 Comments

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