Binge Eating Disorder: emozioni fuori controllo

Binge Eating Disorder: emozioni fuori controllo

Il Binge Eating Disorder è un disturbo del comportamento alimentare caratterizzato da abbuffate ripetute e incontrollate. Un disordine alimentare che esprime un profondo disagio emotivo, spesso misconosciuto dalla persona stessa.

Il Binge Eating Disorder (disturbo da alimentazione incontrollata) è un disturbo alimentare psicogeno, ovvero un disordine del comportamento alimentare dovuto a fattori di tipo psicologico (e non a patologie di tipo fisico o metabolico). La persona che manifesta una condotta alimentare di questo tipo incorre ripetutamente in episodi di alimentazione incontrollata (anche più di uno nell’arco della settimana o della stessa giornata a seconda dell’entità del disturbo). Durante questi episodi sente di perdere completamente il controllo del proprio comportamento alimentare introducendo in un breve arco di tempo un quantitativo di cibo significativamente sproporzionato rispetto alle reali esigenze fisiche del suo organismo.

 

Il Binge Eating Disorder: durante e dopo la “crisi”

La persona che soffre di un Binge Eating Disorder non è semplicemente una persona che “mangia troppo”: in questo caso ingordigia o scarsa forza di volontà non c’entrano. Durante le abbuffate si sperimenta una totale perdita di controllo sull’introito di cibo, la sensazione è quella di non riuscire più a fermarsi, anche a costo di arrivare a sentirsi sgradevolmente pieni. Si vive il comportamento alimentare come qualcosa di totalmente alieno a sé stessi fino a sperimentare, in alcuni casi, un parziale estraniamento dalla realtà con stati di depersonalizzazione/derealizzazione.

Dopo un’abbuffata, la persona prova profondi e dolorosi vissuti di vergogna e disprezzo per sé stessa che non fanno che aumentare la probabilità che si inneschi nelle ore o nei giorni futuri una nuova “crisi”. Chi ha questo tipo di rapporto col cibo prova imbarazzo per il proprio comportamento e la propria incapacità di controllarsi, tende ad abbuffarsi per lo più in solitudine, lontano dallo sguardo degli altri e non confessa a nessuno – spesso inizialmente neanche allo psicoterapeuta – la portata di queste “crisi” alimentari.

 

Il Binge Eating Disorder e gli altri disturbi alimentari

Il Binge Eating Disorder è frequentemente associato a sovrappeso/obesità in quanto non è caratterizzato da quelle condotte di compenso (vomito, digiuno etc) che intervengono invece (con conseguenze altrettanto gravi) nella bulimia nervosa.

A differenza di altri disturbi alimentari (come anoressia e bulimia) questo disturbo insorge non di rado anche in età adulta (fra i 30 e i 40 anni), sebbene in questi casi la storia della persona risulti spesso caratterizzata da altri disordini alimentari manifestatisi in età infantile e/o adolescenziale. Le prime manifestazioni del disturbo possono avvenire in coincidenza di traumi, stress o cambiamenti esistenziali (maternità, divorzio, cambiamenti lavorativi/abitativi, lutti etc) che rimettono in discussione alcuni elementi dell’identità della persona.

 

Il Binge Eating Disorder: mangiare per non “sentire”

Sebbene il Binge Eating Disorder abbia caratteristiche comportamentali che lo pongono apparentemente in antitesi con altri disturbi alimentari, specie quelli dello spettro anoressico-bulimico, condivide con questi ultimi molto più di quanto si pensi.  In entrambi i casi la persona assegna una grandissima importanza alla forma fisica e al peso corporeo tanto da far dipendere l’intera autostima dal proprio aspetto fisico: la mente è costantemente occupata dal pensiero del cibo (di quello ingerito o di quello non ingerito), della forma fisica e del proprio peso corporeo. Come accade per gli altri disturbi alimentari, anche il Binge Eating non è altro che una modalità attraverso la quale la psiche manifesta un disagio di tipo emozionale che si esprime attraverso la condotta alimentare. L’introito di cibo nel Binge Eating è quindi connesso a stati emotivi (noia, rabbia, tristezza, frustrazione, eccitazione, gioia eccetera) vissuti come troppo intensi, confusi o, al contrario, non riconosciuti: è a queste “turbolenze” emotive che si cerca “sollievo” attraverso il cibo.

L’incapacità a gestire il comportamento alimentare esprime, dunque, la difficoltà a gestire e a regolare le proprie emozioni: i vissuti, le gioie e i dolori piccoli e grandi che si vivono nella vita di ogni giorno.

 

Binge Eating Disorder: le terapie

Poiché il Binge Eating Disorder è un disturbo alimentare psicogeno non è una dieta a  poter rappresentare, almeno inizialmente, la sua soluzione. Se non vengono affrontati i problemi emotivi che sono alla base del disturbo, difficilmente si riuscirà a seguire un qualunque tipo di regime nutrizionale. Per questo un percorso di psicoterapia si rivela spesso prioritario per aiutare la persona a costruire una sana autostima e un rapporto più consapevole e soddisfacente con la propria immagine corporea e i propri affetti.

Solo in questo modo non ci sarà più bisogno, come scriveva  Luise Vincent, di “mangiare” le proprie emozioni (Sono infelice e mangio! Stop al cibo come compensazione affettiva, Ed. Paoline, 2002).

 

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