Specchi ingannevoli: l’apparenza inganna?

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Specchi ingannevoli: l’apparenza inganna?

Specchi ingannevoli: chi riflette la verità?

Gli specchi ingannevoli dei camerini dei negozi possono rimandarci un’immagine anche molto diversa da quella dello specchio di casa. Questo quanto documentato in una serie di autoscatti da un’editor di moda del sito Adme.ru che, dopo essersi fatta un selfie davanti allo specchio di casa, ha fatto lo stesso esperimento, con identico look, davanti agli specchi ingannevoli dei camerini delle più diffuse catene di abbigliamento russe; marchi questi, a onor del vero, altrettanto diffusi anche in Italia. Ebbene il risultato, almeno stando alle foto, ha di che far discutere e forse anche indignare le abituali acquirenti di questi negozi. In diverse foto l’immagine riflessa dallo specchio del camerino è incredibilmente diversa dall’originale: la figura tende ad essere più snella fino quasi a deformarsi nei casi più eclatanti.

Specchi ingannevoli e donne “reali”

Inutile dire che gli specchi ingannevoli non sono altro che l’ennesimo trucco di visual merchandising: rimandare un’immagine più “magra” in modo da indurre la cliente all’acquisto. Eh già perché sempre di questo si tratta: riproporre canoni estetici votati alla magrezza e a stereotipi uniformanti ai quali (purtroppo o piuttosto per fortuna!) il corpo delle donne “reali”, in “carne e ossa” non può adeguarsi. E allora che fare per assimilare quelle donne così sfacciatamente reali alle figurine patinate e finte delle case di moda? Introdurre il fotoritocco anche negli specchi, col risultato che, una volta arrivate a casa, l’abito acquistato non reggerà il confronto con l’immagine rimandata nel camerino alimentando delusione, inadeguatezza e insoddisfazione verso il proprio corpo.

Attenzione: stiamo scivolando sempre più inesorabilmente in un mondo che si nutre del virtuale a tal punto da non poter più tollerare il “reale”, ciò che è fatto di materia, di Natura, di carne e di ossa e che non può essere rimodellato, ritoccato e modificato a nostro piacimento. Alle donne forse oggi non è più concesso di vedersi per quelle che sono, di riconoscersi e apprezzarsi per le forme dei loro corpi e, parimenti, di poter scegliere un abito che valorizzi quelle forme invece che quelle artefatte di uno specchio truccato?

Una volta gli specchi ingannevoli erano roba da Luna Park, se ne accoglieva l’immagine deformata con la consapevolezza che non era quello il corpo reale e, così facendo, si partecipava di un gioco fondato sulla consapevolezza della distinzione tra realtà e finzione, quella distinzione che oggi stiamo pericolosamente perdendo …

E allora la sfida per le donne di oggi forse è proprio quella di rivendicare il diritto di poter essere sfacciatamente e irriverentemente “reali” nei propri corpi – facendo i conti, se necessario, con quello che di questa irriducibile corporeità piace o non vi piace – ma pretendendo di poter esistere nella realtà delle cose invece di deformarsi in un’immagine artefatta: le donne, non sono oggetti, né merce da vendere.

“Lasciami tutte le rughe, non me ne togliere nemmeno una. Ci ho messo una vita a farmele.”

(Anna Magnani)

 

Immagine | Gandalf’s Gallery

By | 2016-12-05T20:39:03+00:00 maggio 11th, 2016|immagine corporea, news|0 Comments

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