TRAINING AUTOGENO

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TRAINING AUTOGENO 2018-02-09T15:55:58+00:00

TRAINING AUTOGENO

Correre senza mai fermarsi può essere controproducente, lo stress può farci perdere concentrazione, lucidità e attenzione per i nostri obiettivi.
Può sembrare controintuitivo, ma a volte è necessario fermarsi per riuscire a … volare lontano!

parte-introduttiva_640COS’È IL TRAINING AUTOGENO

Il Training Autogeno (T.A.), è un metodo di rilassamento psicofisico ideato dallo psichiatra tedesco Johannes Heinrich Schultz (1932-1970) attualmente applicato per la gestione dello stress e la crescita personale o impiegato in integrazione con percorsi di psicoterapia.

Training Autogeno letteralmente significa apprendimento che si genera da sé poiché:

  • come tecnica di rilassamento, una volta appreso, può essere messo in pratica autonomamente indipendentemente dalla presenza dell’operatore;
  • è un processo di distensione e rilassamento psicofisico che avviene in modo del tutto spontaneo e indipendente dalla forza di volontà senza che intervengano lo sforzo e il deliberato controllo cosciente.

COME FUNZIONA IL TRAINING AUTOGENO

Il Training Autogeno prevede l’apprendimento graduale di una serie di esercizi particolarmente studiati e concatenati, allo scopo di portare progressivamente al realizzarsi di spontanee modificazioni del tono muscolare, della funzionalità vascolare, dell’attività cardiaca, polmonare e viscerale, dell’equilibrio neurovegetativo e dello stato di coscienza; il preciso e costante allenamento a tali esercizi permette di raggiungere uno stato di rilassamento psicofisico sempre più rapido e profondo.
Attraverso l’ auto-distensione concentrativa del Training Autogeno è possibile recuperare la fondamentale connessione fra psiche e soma rivolgendo la propria attenzione al corpo per sperimentare consapevolmente non solo la sensazione di “avere” un corpo, ma anche quella di “essere un corpo” ovvero, come afferma Shultz, di “scivolare nel proprio vissuto corporeo percependolo passivamente”.

Le formule degli esercizi mirano proprio a questo: dimenticarsi di sé stessi, distanziarsi dal proprio Io per abbandonarsi e ri-lasciarsi all’innata capacità del corpo di rilassarsi.

La pratica del Training Autogeno si fonda su due principi:

1) Auto-osservazione passiva:

si tratta di focalizzare l’attenzione sulle proprie sensazioni e percezioni corporee (la tensione/rilasciamento muscolare di braccia e gambe, il ritmo del respiro, il battito cardiaco ecc.) distogliendola dai pensieri e dalle preoccupazioni della mente.

2)  Auto-suggestione cosciente:

si tratta di rappresentarsi mentalmente lo stato di distensione e rilassamento che si intende raggiungere nei singoli distretti corporei lasciando che tali rappresentazioni mentali influenzino naturalmente l’effettiva fisiologia del corpo (rilassamento muscolare, regolarizzazione del respiro e del battito cardiaco ecc.).

Questo principio non ha nulla di “misterioso” o di “magico” ma è scientificamente fondato ed è alla base del Training Mentale che praticano molto atleti e musicisti di successo per ottimizzare le loro performance. Ciò che immaginiamo con la mente infatti può influenzare concretamente quello che accade nel corpo. Questo perché i circuiti neuronali impiegati per le rappresentazioni mentali sono quelli che vengono chiamati in causa anche nelle percezioni sensoriali concrete.

L’atteggiamento mentale del Training Autogeno è in questo senso affine a quello della meditazione: si tratta di “lasciarsi andare” ed osservare passivamente, senza giudicare ciò che accade.
SI TRATTA DI VEDERE TUTTO COME UN ESPERIMENTO, NON COME UN COMPITO.
L’unico “dovere” nel Training Autogeno e’ quello di esercitarsi regolarmente.

corsi-training-autogeno_640I BENEFICI DEL TRAINING AUTOGENO

Se praticato correttamente e costantemente può consentire di:

  • gestire problematiche e disturbi d’ansia;
  • alleviare e risolvere disturbi psicosomatici da stress (insonnia, mal di testa muscolo tensivi, iperreattività gastrica etc.);
  • aumentare il benessere e l’equilibrio emotivo;
  • migliorare la concentrazione e il rendimento (studio e ansia da esame, prestazioni sportive, esibizioni e performance artistico-musicali etc.);
  • aumentare la stabilità emotiva (aspetto particolarmente utile nelle patologie che risentono della disregolazione emozionale come aritmie cardiache e diabete);
  • recuperare le energie;
  • regolare il tono muscolare e smorzare tensioni e contratture.