3) “Ormai sono fatto/a così, non posso cambiare”

Davvero diventare “adulti” significa non poter più cambiare?… Non la pensava così Erik Erikson, psicologo e psicoanalista tedesco naturalizzato statunitense, che ha avuto il merito di aver ridefinito, in senso più realistico, il concetto di sviluppo dell’essere umano nell’arco di vita. Le teorie psicologiche della sua epoca, infatti, tendevano per lo più a circoscrivere la cosiddetta “età dello sviluppo” alle fasi dell’infanzia e dell’adolescenza. Fu Erikson (1982) uno dei primi a evidenziare che anche il resto dell’ciclo di vita, dalla prima età adulta alla vecchiaia, è costellato da una serie di “sfide evolutive” (così egli le chiamò) che impongono al giovane adulto prima, all’adulto maturo e all’uomo di mezza età poi e infine all’anziano, di compiere degli aggiustamenti psicologici, di attraversare dei cambiamenti maturativi in direzione di una realizzazione pertinente all’età.

Essere in condizione di stabilire un’intimità emotiva profonda e sicura con un’altra persona, accedere ad una “generatività” psicologica che consenta di perseguire dei progetti di vita (che coincidano o meno con un figlio biologico) o trarre un bilancio di quanto si è realizzato accettando i propri limiti e cogliendo la positività di quanto si è raggiunto, sono le principali “sfide” che uomini e donne di si trovano ad affrontare lungo la vita adulta. Sfide che non li lasceranno imperturbabili, ma che, al contrario, implicano significativi cambiamenti identitari, emotivi e cognitivi e incidono in maniera rilevante sull’immagine che ognuno ha di sé.

Sebbene, dunque, l’assetto della nostra personalità sia definito e ormai riconoscibile nell’età adulta, la vita ci chiede continuamente di adattarci a piccoli e grandi cambiamenti: non si va avanti rimanendo perfettamente uguali a sé stessi.

In alcuni casi, come prima si accennava, andare dallo psicologo non implica intraprendere una psicoterapia per modificare aspetti della personalità, ma farsi accompagnare in fasi di transizione che rappresentano sfide evolutive fisiologiche nella vita di tutti e durante le quali ognuno di noi può sperimentare un temporaneo smarrimento o avvertire la necessità di avere un parere esterno per adottare nuovi punti di vista.

Chi, per sintomatologie specifiche, esigenze di ricerca o problematiche di personalità, ha motivo di intraprendere un percorso di psicoterapia, in alcuni casi può avvantaggiarsene di più se questo viene intrapreso nella prima età adulta, prima che determinati problemi si cronicizzino o influiscano negativamente su scelte che potranno condizionare la vita nel lungo periodo. In altri casi, tuttavia, determinati disturbi di personalità e certi problemi di relazione possono trovare una maggiore stabilizzazione proprio con la maturità o essere evidenziati solo da una “crisi” sopraggiunta nella seconda metà della vita e sarà solo allora che potranno essere trattati in psicoterapia.

In ogni caso, e a dispetto delle apparenze, nessuno rimarrà del tutto uguale a sé stesso, tanto vale sfruttare questo a proprio vantaggio!

4) “Nessuno può capirmi figurarsi uno che non mi conosce!”

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