7) “La psicoterapia dura troppo”

“Quanto durerà? Alcune settimane? Mesi? Anni?”…

Anzitutto, come si è già ampiamente detto, andare dallo psicologo non implica tout court intraprendere una psicoterapia.

Può darsi che la persona trovi quello di cui ha necessità nei 3-4 colloqui di consulenza iniziale o che abbia bisogno di un percorso di orientamento e sostegno durante una fase di vita specifica o riguardo una problematica circoscritta e temporalmente definita.

Può anche darsi che si intraprenda un percorso di psicoterapia che, a seconda dell’orientamento teorico del terapeuta, del contesto in cui viene erogato (pubblico/privato) e del tipo di problematiche portate del cliente, può configurarsi a durata predeterminata o a durata non determinata. In molti servizi pubblici e convenzionati, ad esempio, è possibile accedere a dei percorsi di consulenza psicologica e psicoterapia per un prefissato numero di sedute. Alcuni orientamenti teorici, coerentemente col tipo di approccio clinico offerto, propongono percorsi a durata predeterminata, anche gli approcci psicodinamici possono prevedere psicoterapie brevi o a durata prefissata.

Spesso però, non è possibile definire a priori la durata di un percorso di psicoterapia a causa di fattori assolutamente soggettivi del paziente e della sua dinamica psichica individuale che non può essere forzata o predeterminata in alcun modo. Questo non vuol dire che una psicoterapia debba durare necessariamente anni, ma che paziente e terapeuta non sono in grado a priori di prevedere quanto si protrarrà il loro percorso e si riserveranno di valutarne progressi e andamento man mano che procede il lavoro.

In ogni caso, quello che troppo poco spesso si dice, e che i pazienti già in trattamento invece ad un certo punto comprendono bene, è che chi continua ad andare in psicoterapia nel lungo periodo non lo fa perché ancora non ha raggiunto dei benefici, ma, al contrario, perché continua ad averne.

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Immagine: Gerd Altmann da Pixabay

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